Versi diversi

EPIGRAMMI, SATIRE, AFORISMI, LIRICHE, RITRATTI E ALTRI DIVERTIMENTI

31 maggio, 2009

Preferivo chiamarla prof

Preferivo chiamarla prof.
Tenera ma di carattere.
Femmina ma decisa.
Semplice e intellettuale.
Che forza d'animo.
Che donna eccentrica.
La chiamavo prof.
Come il profiterol.
Il dolce con le palle.

09 aprile, 2009

Poesia metasemantica

Bambina contorsionista di Ulan Bator (Mongolia). E' evidente che si sta annoiando: "In questo dannato circo non succede mai nulla di strano", sembra che voglia dire. Chissà, a corto di argomenti, un critico di teatro o di danza potrebbe sostenre che quella della bambina è un'azione di protesta, anzi, un'acrobazia metasemantica.
...
Oh, nantone, nantone, perché ti ritelli?
Spande la sirta lieve i suoi travanni
e il blavin colso supera l’irtallo.
Giù nella truina trufa il topogo
e l’afio sgueglio emolle il trigorago.
Vedi? Una medra avevi alla stelma
e col bisetto vivevi da alife. E allora?
Il quispolone e la tisa ora servi,
e l’oporino, certo, ti attende al martegallo.
Quanti visaggi, eh, quanti visaggi?
Come se il tormo e l’irca ti tanfassi!
Senti a me: lurpa le dispi e talli
E più non quemolare.

.
Dedico questa composizione metasemantica a Fosco Maraini (v. il mio primo commento) e ai grandi Futuristi del Passato, anzi, per non offendere nessuno, ai grandi Passatisti del Futuro.

31 marzo, 2009

Crudelia, virago per celia

L’avevo vista lanciarsi dal bus in corsa
nell’ora di punta
con posa plastica, planante,
da vera paracadutista della vita,
mènade urlante e proterva
bellissima e ignorante.
.
Comandava
uno stuolo di maneschi
perduti giovinastri
che forse allevava segretamente
in remoti antropocèi
con i modi bruschi e grotteschi
dell’arroganza virile
appresi nei film sulla Legione
o nei western di terza visione.
.
L’ho riconosciuta vent'anni dopo,
l’altro ieri,
davanti a un locale di musica rock
fasciata strettissima di nero lucido
con lo spacco dell’inguine evidente
e il monte di Venere in avanti,
lanciarsi con una moto da corsa
nel traffico dell’ora di punta
con posa plastica, planante,
da vera paracadutista della vita,
tra una coorte di dolicocefali
con i capelli tagliati a spazzola
stupefacenti stupiti stupidi stupendi.

30 marzo, 2009

Vini e Oli

Figuratevi se all’Osteria del Falcone
mi mischio con i vecchi del rione.
Ma ieri tra le tante baggianate
una mi piacque assai e la ridico.
L'uomo è il vino e la donna è l'olio,

ripeteva l'Osvaldo del Sant'Orso
sbattendo le carte sul tavolo.
Strano, avrei detto il contrario.

Tu, risponde senza guardarmi,
‘un ne indovini una:
Come il vino, l'uomo vecchio è più buono,
se è buono.
Come l’olio, la donna nuova è più buona,
se è buona.
E se è cattiva? domanda il Bischero.
Dio ci scanni,
fa l’Osvaldo, non sentirà mai gli anni.

09 marzo, 2009

Le more di Leopardi

Stolta nutrice, ignara d’animi geniali.
Eppure al perfido Giacomino offerì l’ali:
un sorbetto di frutti di rovo rude,
proprio di "quella siepe che il guardo esclude".
.
Ma, dico io, il piccolo ebete,
anzi che invocar tra le fitte piante illogica vedetta,
non poteva munirsi di un'umile panchetta?
Però, a quel desso il dolce prese il cuore.
"E il naufragar m’è dolce in queste more".

. .
Leopardi, è noto, era molto goloso. Lo scorso autunno, gustando una coppa di more al limone, con panna, me ne uscii con una delle mie solite freddure o parafrasi: "E il naufragar m'è dolce in queste more". E mi scrissi un appunto. Ora l'ho ritrovato e vi ho voluto costruire sopra, a freddo, una satira, una storia, che lo giustificasse. Insomma, come a immaginare in maniera iconoclastica (essendo io un grande estimatore della poesia e dell'intelligenza di Leopardi) che quella follia, quel finto errore di stampa, potessero anche avere un perché.

15 febbraio, 2009

Quel maggiolino bianco cabriolet

Just Married
diceva il cartello.
Lui pelato
e di mezz’età,
lei grassottella,
ridente e col bouquet,
chissà se di carta
o di piquet,
in maggiolino bianco cabriolet. Con autista.
Que vista!
.
Era domenica mattina e facevo footing per via Leone IV diretto al Gianicolo e poi a Villa Pamphili. Un piccolo patetico corteo nuziale dietro una modesta Volkswagen decappotabile bianca - forse lui polacco e lei russa, di mezz'età - attrasse la mia attenzione ad un semaforo. Mi si strinse il cuore. Anche al cinismo della satira c'è un limite. E magari fossero stati come questi nella foto di repertorio di un'agenzia! E, appunto, cercando la foto scoprii che molte agenzie offrono quella che era nata per essere la più popolare e povera delle auto come un'economica cabriolet da cerimonia. Mi chiesi anche che idea delle "auto d'epoca" o delle "auto da cerimonia" potessero avere i due sposini poveri, grassottelli, attempati e ridenti. Chi aveva scelto, forse il polacco, chissà quanto l'aveva desiderata una VW le rare volte che aveva lavorato in Germania da giovane. Ed ora, pur avendo sicuramente un'automobile più moderna, al momento di sposarsi sceglieva quella che da giovane gli aveva fatto sognare la libertà. Ero commosso. Be', non ci crederete, imposi la censura sulla mia satira di costume: sarebbe stata leggera e graziosa.

19 gennaio, 2009

Ed è subito pera

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito pera.

.
La solitudine, lo dice il Poeta stesso, magari un giardinetto o un muretto appartato. E' lì che il disagio giovanile cerca le sue rapide, intuitive (quel flash improvviso...), illusorie terapie. Stupefacenti? Si stupisce solo chi non sa.
Ma c'è anche l'interpretazione meno drammatica, più futile. La solita single disperata e a dieta eterna. Un giorno assolato, colazione in terrazza: insalatina, briciola di pane integrale. E arriva, ahimé, sempre troppo presto, il momento della frutta.